Cose Nuove A Castel Maggiore

È stata presentata l’altra sera a Castel Maggiore la Lista civica Cose Nuove’. La nuova formazione nasce dalla libera aggregazione di cittadini provenienti da percorsi politici e culturali diversi, uniti dal comune impegno di trovare una risposta concreta ai numerosi problemi del territorio. Leader dello schieramento, che si tira fuori delle normali classificazioni politiche, è Francesco Bestetti, 53 anni e insegnante di lettere presso la scuola media di Castel Maggiore. Presenti in lista, in ordine alfabetico: Giovanna Battistini, 39 anni, insegnante d’inglese; Annalisa Bondì, 24 anni, studentessa; Sergio Bonfiglioli, 57 anni, pensionato, ex consigliere, ex assessore al commercio e alle attività produttive e segretario locale del Pci dal 75 al 77; Stefano Borsari, 32 anni, imprenditore e consigliere comunale uscente; Carlo Antonio Caranza, 49 anni, manager d’impresa e docente di marketing presso l’Università di Genova; Giovanni De Vita, 42 anni, imprenditore; Maria Adelia Frigerio, 45 anni, pensionata impegnata sul fronte del volontariato; Sandra Fustini, 42 anni, libera professionista; Moira Mazzini, 33 anni, impiegata tecnica; Ivan Olmi, 27 anni, studente; Fabrizio Passarini, 26 anni, ricercatore universitario e presidente dell’associazione Cose Nuove’; Enrico Pizzi, 35 anni, commerciante; Luca Prodi, 33 anni, docente universitario e consigliere comunale uscente; Francesca Rossetti, 29 anni, sociologa e coordinatrice del gruppo artistico La Matita’; Angela Russo, 31 anni, impiegata amministrativa; Marco Tagliavini, 34 anni, ingegnere; Romano Tolomelli, 56 anni, commerciante, vice presidente dell’Ascom di Castel Maggiore e vice presidente della Pro Loco; Ivo Valentini, 50 anni, agente di commercio; Daniela Volta, 38 anni, insegnante; Barbara Zucchini, 40 anni, imprenditrice. “Siamo la riproposizione di una lista civica che si presentò già quattro anni fa. La formazione è costituita da un nucleo storico che si è ulteriormente arricchito spiega Borsari Le nostre origini partono dal mondo del volontariato e da quello cattolico anche se abbiamo sempre rifiutato qualsiasi etichetta. …

Su E Giù Lungo Gli Argini Del Lavino

Su e giù lungo gli argini del Lavino

Partiamo dal piazzale della Chiesa di Santa Maria delle Tombe dove s’imbocca la nuova ciclabile che fiancheggia la via Masini passando davanti alla seicentesca Villa Magnani Guidotti, questa è una zona segnata profondamente dalla storia, ma che fortunatamente è stata poco contaminata dal traffico che la intercettano solo trasversalmente. La nostra passeggiata continua traversando la via Emilia e proseguendo sulla strada a fianco dell’argine che costeggia il fiume che apre alla vista del chilometrico doppio viale di pioppi cipressini che convergono sulla semplice architettura di Villa San Giuseppe. Si sale poi sul rilievo del ponte di Sacerno che custodisce che custodisce, nel fondo della scarpata orientale il noto cippo del Triunvirato . Il nome deriva dal fatto che nel punto dove sorge una bella colonna in arenaria ben lavorata e recanti lapidi incise, si sarebbero riunite truppe, senatori e triunviri , un anno dopo l’omicidio di Giulio Cesare, per dividersi le provincie dell’impero. Continuando l’escursione si passa dal podere Lavino di sotto , all’intersezione con la persicetana che si utilizza per andare dall’altra parte del ponte entrando in Osteria Nuova e poi in Tavernelle davanti alla villa Manzoni e poi Terracini di recente passata di proprietà al Comune di Sala Bolognese. Percorrendo altri 200 metri di pericolosa persicetana si arriva ad un altro lunghissimo viale di pioppi che portano alla villa Bassi. Proseguendo si arriva all’antica Chiesa di S. Stefano con l’alto medievale base rotonda del campanile trecentesco. Poco più avanti troviamo lungo la via Punta la mole della fornace, trasformata poi in abitazione, accanto all’agriturismo appena inaugurato. Percorrendo questa strada si arriva si arriva al ponte su via Mincio dove si rientra al punto di partenza costeggiando la corte, la torre e la casa cinquecentesca.…

Itinerari Artistici Alternativi

Piccola guida ad itinerari artistici alternativi

Non solo il Colosseo o la Galleria degli Uffizi, in Italia ci sono luoghi d’arte altrettanto belli e importanti che però sono meno conosciuti. Iniziamo così una piccola e, speriamo, utile guida per chi vuole saperne di più o per chi, semplicemente, è curioso. A pochi chilometri da Parma c’è una Pinacoteca che meriterebbe una visita accurata, si tratta della Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversatolo.

Qui si trova per esempio uno splendido quadro di Francisco Goya, La famiglia dell’infante Don Luis del quale esiste solo una seconda versione nella collezione privata di uno spagnolo. Ci sono anche una serie di miniature dorate tratte da alcuni codici dei XII sec. La Fondazione raccoglie le opere del collezionista Luigi Magnani, esposte secondo un percorso che va dal 500, con tele come La Sacra conversazione di Tiziano, fino ad un 900 ricchissimo con le nature morte di Giorgio Morandi (nella foto una sua opera) o i sacchi bruciati di Alberto Burri.

La Fondazione è stata aperta al pubblico nel 1990 e si trova in una splendida villa di fine 800 piena di suoi personali tesori: divani, specchi e mobili originali. Per informazioni: Fondazione Magnani Rocca, via Vecchia di Sala 18, Mamiano di Traversatolo (Parma), tel 0521/848327; è visitabile anche al sito Internet: www.magnanirocca.it .

Usciamo dai confini della nostra regione e arriviamo fino a Treviso. Qui, non solo si può ammirare un’opera d’arte compiuta, ma vederla nascere. Percorrere le sale della Fondazione Antonio Canova è come entrare nell’atelier di uno dei più grandi scultori neoclassici e immaginarlo a lavoro sui gessi, cioè le sculture preparatorie delle opere realizzate poi con il marmo.

La Fondazione è definita infatti gipsoteca, ossia raccolta di gessi, e ha ben 300 gessi delle più famose statue, da Amore e Psiche …

Borghi Montani

Borghi montani Monteveglio, Savigno, Castello di Serravalle

Iniziamo il nostro percorso da Bazzano e di Bazzano segnaliamo la Rocca bentivogliese che sorge su un poggio, fu sede di un insediamento preistorico fin dall’ età del bronzo, poi castrum romano, castello medioevale e infine residenza rinascimentale.

Belle le sale affrescate, belli i logiati. Qui ha sede anche il museo civico archeologico. Consigliamo una vista alla chiesa di S. Stefano, nel cui interno sono conservate pitture di scuola bolognese del Seicento e Settecento, e un’ occhiata anche al centro storico ben conservato. Prima di raggiungere Monteveglio, vi consigliamo, lasciata alle spalle la Rocca bentivogliese, di prendere la strada crinale per circa 2 Km., per visitare Montebudello.

La strada è ricca di suggestioni paesaggistiche. Il paese è antico, se ne fa menzione già nel 1033. L’abitato è costituito da una lunga teoria di case fiancheggianti la strada. La parrocchiale di S. Andrea è del secolo XI, rifatta nel Seicento. Monteveglio offre l’Abbazia e il Castello, del quale non è rimasta che la torre merlata. Di qui ci si inoltra nel borgo fra orti e case di pietra sino ad arrivare allo stupendo complesso abbaziale, dedicato a S. Maria Assunta, e all’ adiacente Monastero. Della chiesa originaria dell’ VIII secolo, restano tracce della cripta. L’attuale edificio sacro fu eretto nel XII secolo, ampliato nel XIII e restaurato nel XV secolo con l’aggiunta dell’elegante chiostro a doppio ordine di loggiati. Nella sacrestia vi è un enorme armadio fine Quattrocento, preziosamente intarsiato, degno di interesse.

Recentemente si è costituito il Parco dell’ Abbazia per la valorizzazione dell’ ambiente e delle emergenze monumentali. Scendendo dal castello di Monteveglio, raggiungiamo il capoluogo per incontrarci a Oliveto che si erge a breve distanza (circa 3 Km.) sulla riva destra del Samoggia. Il panorama è davvero stupendo, una terrazza sulla …

I 3 Laghi

I tre laghi

Da Bologna si prende la via Toscano fino a Pianoro Vecchio. A Pianoro Vecchio, si prende la strada fondovalle, e a destra del Savena. L’ arteria lambisce il letto del fiume fin quasi a Castel dell’ Alpi. Il paesaggio è verde, interrotto da ampi squarci grigi dei calanchi, poi per circa un chilometro si penetra nel cuore delle gole di Scascoli, un’ oasi ambientalistica di forti emozioni. Lasciate le gole si consiglia di deviare a destra e raggiungere Anconella, borgo con edifici cinquecenteschi ben conservati. Riprendendo la fondovalle si incontrano antichi mulini, vecchie gualcherie, elementi costanti di questa valle nei secoli. La strada di fondovalle termina nei pressi di Piamaggio. Qui si riprende a destra per la vecchia strada comunale e si raggiunge dopo 3-4 Km. il lago di Castel dell’ Alpi, uno specchio d’ acqua incastonato nel verde, ricavato da una frana del 1950. Oggi è una vivace località turistica in comune di San Benedetto Val di Sambro che offre molti svaghi: pesca, escursioni in barca, passeggiate nei boschi a piedi, a cavallo o in mountan-bike.Nella parrocchiale una tela raffigurante Sant’ Andrea di Scuola bolognese seicentesca. Prendendo a ponente, si raggiunge (Km. 2) Madonna dei fornelli, moderno centro turistico: famoso il santuario seicentesco della “Beata Vergine della neve”. Da qui, voltando verso occidente ci troviamo ad attraversare la “foresta” di faggi di Pian di Balestra. Dopo alcuni chilometri (7 circa) si raggiunge la sottovia dell’ autostrada dopo avere attraversato il villaggio residenziale di Val Serena e lambito Pian del Voglio, e ci si immette nella Provinciale dei laghi (Futa). E’ questa una arteria che corre in uno scenario aperto, cosparso di piccoli borghi che spuntano dal verde dei boschi. Il primo centro importante che incontriamo è Castiglione dei Pepoli, un tempo Castiglione dei Gatti, alle falde …