Lisbona Dopo L’expo 98

L’Ultima Esposizione del XX secolo, l’EXPO 98 ha basato la realizzazione delle strutture, destinate ad accogliere oltre 8 milioni di persone, su una strategia di mediazione tra gli impianti effimeri – legati al breve periodo dell’evento e che hanno come obiettivo quello di sostenere l’impatto della moltitudine di visitatori – e quelli più duraturi voluti dalle politiche urbane di Jorge Sampaio, ex sindaco di Lisbona e attuale presidente della Repubblica portoghese.

Fin dall’inizio, in base all’analisi dell’esperienza della vicina Siviglia, i progetti dell’EXPO 98 della capitale lusitana hanno previsto la possibilità di una riconversione di alcuni padiglioni o la loro rapida sostituzione identificando una zona strategica di riqualificazione dell’area metropolitana.

Il Centro Commerciale “Vasco da Gama” con 217 negozi e due torri residenziali, l’ospedale “Das Descobertas” con 135 posti letto, la sede degli uffici Telecom, Imocom e Ford, due hotel, due residenze universitarie costituiranno gli investimenti privati più importanti dell’area situata nel Dock de Olivais.

E’ stato raggiunto lo scopo di riqualificare, con capitali privati, una zona industriale dismessa e degradata a ridosso delle principali nuove infrastrutture: l’aeroporto; il ponte “Vasco da Gama” sul fiume Tago lungo 17 km e con sei corsie stradali; la nuova grande Stazione Intermodale “Estaçao de Oriente” che collegherà le linee ferroviarie interne e urbane con le linee internazionali verso la Spagna (si prevede che dopo l’EXPO assorbirà ogni giorno 200 mila passeggeri); la terza linea della metropolitana “Olivais”, lunga 5,5 km, che congiungerà l’Estaçao de Oriente con Alameda. Si è spostato così l’asse dello sviluppo verso oriente nell’area dell’antico porto industriale. L’ex bacino degli idrovolanti, al centro delle manifestazioni dell’EXPO, diventerà uno spazio ludico su cui graviteranno tutti i padiglioni che saranno trasformati in musei e sale espositive.

L’acquario diventerà, dopo l’esposizione, uno spazio museologico dedicato agli oceani e un centro di ricerca di biologia marina; per alcuni padiglioni sono previste invece funzioni legate allo spettacolo. Il Padiglione dell’Utopia – con una capacità variabile dai 10.000 ai 12.000 posti seduti e di oltre 16.000 persone durante i concerti – funzionerà come padiglione polivalente e sarà utilizzato per vari tipi di manifestazioni, dallo sport alla musica passando per il teatro. Il Padiglione del Portogallo diventerà la sede di un museo. L’Area Internazionale Nord accoglierà la nuova sede della Fiera di Lisbona mentre l’edificio che l’ha ospitata fino ad oggi diventerà il Palazzo dei Congressi; invece l’Area Internazionale Sud verrà smantellata. Le aree che risulteranno dallo smantellamento delle strutture espositive precarie e da alcuni padiglioni secondari sono state vendute a privati che vi realizzeranno un centro residenziale.

La sfida che si prepara ad affrontare la capitale del Portogallo è quella di far coesistere la grande modernizzazione della città con la sua immagine nostalgica e tradizionale che da sempre le garantisce un fascino unico agli occhi del mondo.

You may also like