Fuoco E Artificio Sulla Fine Dell’estate

di Mark Perna

L’estate stava volgendo al suo termine, concedendo un inaspettato fine settimana di caldo sole, tiepido mare e aria fresca e tersa.

La fine di una stagione porta sempre con se sentimenti contrastanti, e in questo caso il rammarico era per i giorni dell’ozio e dello svago spensierato, ma al tempo stesso la curiosa e trepidante attesa di un autunno ricco di novità, compensava almeno in parte, quella sottile malinconia.

Non c’è niente di meglio che trascorrere con un gruppo di amici allegri e disponibili alcuni momenti d’incontro e comunione, occasioni ritagliate nella scontata quotidianità per crescere confrontandosi.

Così decidemmo di fuggire da una Milano fin troppo impersonale e raggiungere un luogo incantato…una casa accogliente con vista sul mondo.

Il fine settimana si preannunciava interessante, ma nessuno di noi credeva potesse diventare uno dei nostri ricordi migliori. A rallegrare lo spirito e la compagnia erano: Lisa, Tita, Chiara, Bea, Natalia, Giogiò ed Alfio, un gruppo strepitoso, unito da un legame autentico e sincero.

La clemenza del tempo ci aveva accolto con sorprendente benevolenza e il caldo del sole sulla pelle riusciva a riscaldare anche i nostri animi più chiusi o ribelli.

Il desiderio di stare insieme e di divertirsi era forte almeno quanto l’aroma del placido mare che ci avvolgeva la vista, innalzato a noi dal fresco vento che soffiava da terra.

Non potevamo chiedere di più, ammettere di essere stati fortunati, per alcuni era la giusta ricompensa delle proprie fatiche, per altri una grazia divina e per altri ancora il semplice effetto dell’alta pressione. Restava il fatto che quelle giornate erano senza esagerare le migliori di tutta l’estate, e questo non poteva che rendere quel fine settimana unico e irripetibile.

Oltre ai nostri motivi personali, la ragione di quel breve viaggio era una manifestazione dalle antiche radici che si sarebbe svolta il sabato e la domenica nel vicino paese. Si trattava della Sagra del fuoco di Recco, una festa esplosiva in onore di Nostra Signora del Suffragio, patrona del grazioso paese. I festeggiamenti si svolgono ogni anno nei giorni 7 e 8 settembre e rappresentano un momento speciale sia per i residenti che per la moltitudine di gente che accorre per vedere i famosi fuochi di Recco.

Anche noi, come molti altri eravamo pronti a goderci lo spettacolo, ansiosi come bambini all’apertura di un pacco regalo, incuriositi dalle aspettative e attratti dall’idea che la notte si sarebbe illuminata di mille colori.

Prima di giungere all’appuntamento, quando già la prima notte in compagnia era trascorsa all’insegna di confidenze sospirate, risate trattenute per non far rumore e … qualche ipotizzata concessione, la giornata si era consumata sospesa in quel clima di serena vicinanza.

Dai visi assonnati e letargici del risveglio, agli sguardi spensierati e compiaciuti davanti alla gustosissima specialità culinaria di Recco: la focaccia, le ore passavano liete, bagnate dall’acqua limpida del mare e colorate da un sole estivo alle ultime concessioni.

Mentre i fuochisti preparavano le composizioni definitive giù in paese, noi ci rallegravamo con discorsi futili, ricordi liceali, promesse e scommesse sul futuro in attesa che giungesse il momento dell’esibizione.

Quando il buio della notte fu ormai inoltrato, raggiungemmo la piccola spiaggia per goderci lo spettacolo in modo privilegiato, tesi e ansiosi di vedere illuminarsi il cielo.

Eravamo tutti lì, vicini gli uni agli altri per resistere alla brezza pungente del mare e quando il primo fuoco scoppiò … il sussulto per il rumore inatteso ci fece emozionare.

Non è facile raccontare quello spettacolo di colori e luci, fuochi d’artificio brillanti come le stelle…

Emozioni e adrenalina allo stato puro, immagini e suggestioni che si aprono e che si chiudono nel bui, dispensando impulsi d’estasi mai provati prima d’allora.

La nostra presenza sotto quella pioggia di piccole stelle incandescenti, era la riprova di quanto fossimo affiatati e di come un giorno normale potesse diventare improvvisamente speciale.

Quel caleidoscopio di colori, rosso, verde, blu, giallo, bianco e oro che si posavano ordinati in cielo come se fossero sulla ribalta di un teatro di Parigi…bellissimo. Scenografie curate con attenzione, volute dallo spirito competitivo dei quartieri, accessi da un unico grande sogno di vittoria.

Tutti a celebrare l’evento di una festa un po’ anche nostra.

Quando anche l’ultimo fuoco si spense nell’acqua, il silenzio coprì lo spazio del ritorno alla realtà, un risveglio di gente in fila verso casa, con i volti ancora illuminati da quei colori e con i sorrisi che si alternavano da una macchina ad un’altra.

Prima di dormire decretando la fine di una giornata stupenda, le ultime stanche parole riecheggiarono nella stanza insieme ai lontani echi dei fuochi non del tutto spenti nei nostri pensieri. Poche frase dette con voce intima e felice a suggellare la nostra amicizia e un ricordo indelebile nei nostri cuori.

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