Borghi Montani

Borghi montani Monteveglio, Savigno, Castello di Serravalle

Iniziamo il nostro percorso da Bazzano e di Bazzano segnaliamo la Rocca bentivogliese che sorge su un poggio, fu sede di un insediamento preistorico fin dall’ età del bronzo, poi castrum romano, castello medioevale e infine residenza rinascimentale.

Belle le sale affrescate, belli i logiati. Qui ha sede anche il museo civico archeologico. Consigliamo una vista alla chiesa di S. Stefano, nel cui interno sono conservate pitture di scuola bolognese del Seicento e Settecento, e un’ occhiata anche al centro storico ben conservato. Prima di raggiungere Monteveglio, vi consigliamo, lasciata alle spalle la Rocca bentivogliese, di prendere la strada crinale per circa 2 Km., per visitare Montebudello.

La strada è ricca di suggestioni paesaggistiche. Il paese è antico, se ne fa menzione già nel 1033. L’abitato è costituito da una lunga teoria di case fiancheggianti la strada. La parrocchiale di S. Andrea è del secolo XI, rifatta nel Seicento. Monteveglio offre l’Abbazia e il Castello, del quale non è rimasta che la torre merlata. Di qui ci si inoltra nel borgo fra orti e case di pietra sino ad arrivare allo stupendo complesso abbaziale, dedicato a S. Maria Assunta, e all’ adiacente Monastero. Della chiesa originaria dell’ VIII secolo, restano tracce della cripta. L’attuale edificio sacro fu eretto nel XII secolo, ampliato nel XIII e restaurato nel XV secolo con l’aggiunta dell’elegante chiostro a doppio ordine di loggiati. Nella sacrestia vi è un enorme armadio fine Quattrocento, preziosamente intarsiato, degno di interesse.

Recentemente si è costituito il Parco dell’ Abbazia per la valorizzazione dell’ ambiente e delle emergenze monumentali. Scendendo dal castello di Monteveglio, raggiungiamo il capoluogo per incontrarci a Oliveto che si erge a breve distanza (circa 3 Km.) sulla riva destra del Samoggia. Il panorama è davvero stupendo, una terrazza sulla pianura padana. Tutta la preistoria e la storia sono passate da qui: ad Oliveto sono rimaste alcune importanti emergenze architettoniche come i resti dell’ antico castello, una chiesa già esistente nell’ anno Mille, il campanile torre, una costruzione medievale chiamata La Casa Grande dell’ Ebreo e infine la “Bronzina”, edificio del basso medioevo che nel tempo ha assolto a varie funzioni, da lazzaretto ad albergo e fonderia del bronzo; proprio da qui ha preso il nome. Da Oliveto scendiamo a Stiore, prendiamo la strada a destra del Samoggia e raggiungiamo Fagnano, isolato fra i ciliegi. E’ consigliabile visitarlo nel periodo della fioritura degli alberi per cogliere una rara atmosfera d’ambiente. Dell’ antica chiesa di S. Maria Assunta, secoli XI-XII, restano il campanile delle eleganti bifore e parte del chiostro. Prendiamo poi la strada per Zappolino, località nota alle cronache storiche per la celeberrima battaglia, combattuta nel 1325 fra modenesi e bolognesi, cantata anche da Tassone nella “Secchia rapita” e ci dirigiamo verso Savigno.

Incontriamo alcune importanti emergenze architettoniche: le case Rosse che traggono il loro nome dall’uso del mattone a vista del secolo XV (mentre il loggiato con archi a tuttosesto è di epoca successiva); Casa Bertù con torre colombaia del 1586; il Castello di Cuzzano, celebre nel Medioevo, del quale non vi è rimasta che una torre. Siamo giunti così a Savigno, borgo ben conservato. Segnaliamo la parrocchiale di S. Matteo ed altri edifici sacri e civili degni di interesse nella località di Merlano, Rodiano e Samoggia.

Da Savigno prendiamo la strada per Tiola, un abitato che ha visto passare molta parte della storia bolognese. Da qui si gode un bellissimo panorama che in certe giornate serene spazia fino a Corno alle Scale e al Cimone. L’ antica chiesa ottagonale di S. Michele Arcangelo, già del Castello, restaurata nel 1794 e più volte migliorata nel corso di questo secolo, conserva tele di buona fattura del Settecento bolognese. Da Tiola ci portiamo a S. Apollinare, subito fuori dall’ abitato di Castelletto, sede del municipio, alle falde del colle, dove ha sede il Castello di Serravalle. S. Apollinare, luogo di culto e di origine bizantina, fu sede dei Canonici Lateranesi e restaurato nel Seicento e nell’ Ottocento. Nell’ interno si trovano tele preziose settecentesche del Sansone e del Verotti.

Le decorazioni della Cappella maggiore sono opera del Gardassone e del Samoggia del 1864. Da S. Apollinare saliamo verso il borgo e il Castello di Serravalle . Già noto in epoca romano-bizantina, nerbo della fortificazione che difendeva l’ impero, raso al suolo da Lutiprando, re dei longobardi nel secolo VIII, fu ricostruito e diede asilo a Carlo Magno mentre si recava a Roma per farsi incoronare imperatore. Fu conteso dai bolognesi e dai modenesi; inoltre fu teatro di furiose battaglie con nomi famosi quali Giovanni d’ Acuto, Fortebraccio da Montrone. E’ impregnato di leggende. La più suggestiva riguarda un tal Boccadiferro che uccise ben dodici mogli, le quali di notte si aggirano per il Castello: c’è chi giura di averle viste e sentite. Sono ben conservate la rocca, ricostruita nel XVI secolo, la porta castellana, il palazzo del Podestà, il campanile. Il tutto dà l’ idea di quel che doveva essere un borgo fortificato. Scendendo da Castello di Serravalle raggiungiamo la statale di Vignola e siamo di nuovo a Bazzano.

You may also like