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E.Hemingway

La città di Caorle ha festeggiato il Centenario della nascita del suo illustre ospite Ernest Hemingway, 21 Luglio 1899, nelle memorie, nei ricordi e nelle testimonianze delle persone che lo hanno conosciuto nel suo soggiorno a S.Gaetano. L'amico personale Barone Raimondo Franchetti, legato a lui dalla passione per la caccia, che da Venezia lo portava a S.Gaetano, nella laguna e nella valle di pesca, una delle più belle in assoluto, leggenda per i cacciatori di tutta Europa; il barcaiolo e capocaccia Fiorindo Silotto che lo accompagnava dalla casa di caccia nella botte in "Valle Grande",

 

per la battuta all'anitra; e la fedele domestica della famiglia Franchetti, Nina Bottos, che si dedicava allo scrittore durante la sua permanenza nella villa padronale. Alla laguna di Caorle, Hemingway, dedicò alcune delle sue pagine più belle nel libro "Di là dal fiume tra gli alberi", pubblicato per la prima volta in America nel 1950 e in Italia dalla Mondadori nel 1965. Ed è sulle orme dello scrittore che Caorle ha inteso festeggiarlo con l'apertura, per la prima volta al pubblico, nella giornata del 21 Luglio 1999, della casa di caccia "Valle Grande", ed in serata invece con un concerto nella villa padronale assieme alle testimonianze di chi lo ha conosciuto.
Ci troviamo a San Gaetano di Caorle ed è qui che inizia il nostro percorso sulle orme di Ernest Hemingway, festeggiato dalla città di Caorle nel suo centenario. Infatti nasce a Oak Park nell'Illinois il 21 Luglio 1899 da Clarence Edmonds Hemingway, un medico generico, e da Grace Hall che ha studiato da contralto ma che ha rinunciato alla carriera operistica a causa di disturbi alla vista. Arriva a San Gaetano per la prima volta nell'inverno del 1948, accompagnato dal Barone Raimondo Nanuk Franchetti, al quale è legato dalla passione per la caccia e da una profonda amicizia. A San Gaetano soggiorna quando arriva con la moglie Mary nella villa Padronale, in camere separate. Dicono i domestici perché i letti matrimoniali sono troppo piccoli, altri maligni invece, sostengono che avesse difficili rapporti coniugali. La villa padronale era la casa dove la nobiltà amica di Franchetti arrivava per le battute di caccia e dove gli ospiti qui giungevano con le mogli e risiedevano perché alle donne non era consentito, nei momenti di caccia, soggiorno in casa Valle Grande. La villa padronale risale al 1600 e viene rimessa a nuovo intorno al 1873, quando è sorto il borgo di San Gaetano, tutto costruito dai Franchetti, ultimo lembo peninsulare abitato prima della grande laguna o meglio, del grande lago che separava l'isola di Caorle da San Gaetano. Il ponte girevole venne costruito intorno al 1882. Le costruzioni di San Gaetano sono in mattoni e provengono da una fornace di Padova. La villa padronale porta due lapidi della famiglia Franchetti: a destra Raimondo "il vecchio" ed a sinistra il nipote Raimondo. La lapide di sinistra è stata inaugurata dal duca Amedeo d'Aosta, padrino di Raimondo Nanuk.
La famiglia Franchetti ha oltre 300 anni ed Abramo Franchetti fu uno dei benemeriti pionieri della bonifica maremmana e "caorlotta", oltreché costruttore in Italia delle prime linee ferroviarie. Per questi suoi meriti fu insignito, in base al decreto del 17 ottobre 1858, da sua maestà re Vittorio Emanuele Il del titolo di barone con successione primogeniale mascolina, valido per sé e per tutti i discendenti maschi. Nell'opera di bonifica di San Gaetano furono scavati ben 60 km di canali per lo scolo delle acque, e nel luogo vivevano oltre duemila abitanti "coloni" dediti all'agricoltura. Il pioniere di San Gaetano Raimondo sposò la baronessa austriaca Luisa Rothschild e dal loro matrimonio nacque Alberto, famoso musicista. Suo figlio Raimondo organizzò e fu a capo di molte esplorazioni in Africa, delle quali la più nota, fu quella in Dancalia (Etiopia) ed era amico personale dei Negus Ailè Salassiè. Suo figlio Raimondo Nanuk Franchetti, citato nel libro "Di là dal fiume e tra gli alberi" come barone Alvarito, è l'amico di Ernest Hemingway e, grazie a lui, lo scrittore frequentò Venezia, Cortina e Caorle. Hemingway ha sempre subito un particolare fascino per i luoghi di Caorle, tanto che dal 1948 in poi ha frequentato spesso San Gaetano e la laguna, amandoli veramente con il cuore e dimostrandolo, non solo dedicandone alcune pagine del suo libro "Di là dal fiume e tra gli alberi", (pubblicato nel 1950 in America e nel 1965 in Italia), ma vivendo in prima persona le emozioni e le sensazioni di un ambiente naturale unico che questa laguna rispecchia e che oggi ci fa vivere. Adesso entriamo nella Valle Grande, nella grande laguna dove Hemingway soggiornava durante le sue battute di caccia. La laguna di Caorle ha una estensione di circa 6000 ettari e rappresenta uno dei luoghi ambientali e naturali più incantati e belli d'Italia ed è qui che dal romanzo "Di là dal fiume e tra gli alberi" ne trasse ispirazione e così riporta:

"Quattro barche risalivano il canale principale verso la grande laguna a nord... Spuntò l'alba prima che giungessero alla botte di doghe di quercia immersa nel fondo della laguna... Il cacciatore... scese nella botte e il barcaiolo gli porse i due fucili... Ora c'era più luce, e il cacciatore riuscì a vedere il contorno basso della punta di là della laguna... più oltre c'era ancora palude ed infine il mare aperto... Osservò il cielo rischiararsi oltre il lungo margine della palude e vide in lontananza le montagne coperte di neve. Il colonnello udì uno sparo alle spalle dove sapeva che non c'erano appostamenti e voltò il capo a guardare di là dalla laguna gelata la lontana spiaggia coperta di falasco."

E.Hemingway







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